Fotografia di prodotto: come fare foto che vendono, anche col telefono

© Online la fotografia è il prodotto: il cliente non può toccare, provare o annusare niente, quindi decide su quello che vede. Eppure moltissime attività, che curano tutto il resto, pubblicano foto scattate di fretta con la luce del neon. La buona notizia è che il divario tra una foto mediocre e una buona quasi mai dipende dall'attrezzatura.

La luce è il 90% del risultato

Prima di pensare alla fotocamera, pensa alla luce. Un telefono recente con luce buona batte una reflex con luce cattiva, sempre.

La luce migliore e più economica è quella naturale indiretta: una finestra grande in una giornata nuvolosa, oppure una finestra esposta a nord. La nuvolosità funziona da diffusore gigante e produce ombre morbide che raccontano la forma senza mangiarsi i dettagli.

Da evitare due cose. La luce diretta del sole, che crea ombre nette e riflessi bruciati, e il flash frontale del telefono, che appiattisce tutto e falsa i colori. Se devi scattare al chiuso con luce artificiale, spegni tutto tranne una fonte: il misto tra neon e lampadina calda produce dominanti di colore quasi impossibili da correggere.

Un foglio di carta bianca posizionato dal lato opposto alla finestra rimbalza la luce e schiarisce le ombre. Costa niente ed è il trucco che fa sembrare le foto professionali.

  • Finestra grande, giornata nuvolosa: il miglior set gratuito
  • Mai sole diretto, mai flash frontale
  • Una sola fonte di luce: le luci miste falsano i colori
  • Un foglio bianco come riflettore

Sfondo, angolazioni e il set che ti costruisci in dieci minuti

Lo sfondo deve sparire. Un cartoncino bianco o grigio chiaro curvato in modo da eliminare la linea di giunzione tra il piano e la parete crea uno sfondo continuo per pochi euro. Per i prodotti chiari funziona anche un fondo scuro, purché sia uniforme.

Quello che non funziona quasi mai è lo sfondo casuale: il tavolo della cucina, la tastiera del computer, la mensola con gli oggetti dietro. Distrae e comunica trascuratezza.

Sulle angolazioni, un prodotto merita almeno quattro scatti: frontale su fondo neutro per il catalogo, tre quarti per dare volume, un dettaglio ravvicinato su materiale o finitura, e una foto in contesto d'uso. Quest'ultima è la più importante per la vendita, perché aiuta il cliente a immaginarsi il prodotto nella propria vita.

Aggiungi qualcosa che dia la scala. Uno degli errori più costosi nell'e-commerce è pubblicare foto da cui non si capisce la dimensione reale: genera resi, che costano più di uno shooting fatto bene.

  • Cartoncino curvato: sfondo continuo per pochi euro
  • Quattro scatti: frontale, tre quarti, dettaglio, in uso
  • Dai sempre un riferimento di scala: riduce i resi

La coerenza vale più della perfezione

Un catalogo di trenta foto discrete ma coerenti tra loro comunica molta più professionalità di trenta foto di cui cinque bellissime e venticinque casuali. L'occhio legge la griglia prima della singola immagine, e una griglia disomogenea sembra disordinata anche quando i singoli scatti sono buoni.

Definisci uno standard e scrivilo: stesso sfondo, stessa distanza, stessa angolazione principale, stesso formato. Se fotografi in momenti diversi, segna dove appoggi il prodotto e dove sta il telefono — un pezzo di nastro adesivo sul pavimento risolve il problema.

Usa lo stesso trattamento in post-produzione su tutte le foto. Non serve un programma costoso: un'app gratuita in cui applichi lo stesso ritocco a tutto il gruppo è sufficiente. L'obiettivo non è far sembrare il prodotto diverso da com'è, che genera resi e recensioni negative, ma renderlo leggibile.

Un ultimo consiglio: fotografa tutto in una sessione unica. Preparare il set costa più tempo dello scatto, quindi conviene ammortizzarlo su venti prodotti invece che su uno.

  • Uno standard scritto: sfondo, distanza, angolo, formato
  • Stesso ritocco su tutto il gruppo
  • Una sessione unica: il set costa più dello scatto

Preparare le immagini per il web senza rovinarle

Una foto perfetta da otto megabyte è un problema, non un pregio: rallenta la pagina, e una pagina lenta perde clienti prima ancora che la foto compaia.

Tre accorgimenti bastano. Ridimensiona alle misure reali di utilizzo — una foto prodotto raramente serve oltre i 1600 pixel di lato. Salva in un formato moderno come WebP, che a parità di qualità visiva pesa molto meno. Punta a stare sotto i 200 kilobyte per immagine.

Il nome del file conta più di quanto sembri: "sedia-legno-noce-artigianale.jpg" dice qualcosa a Google, "IMG_4471.jpg" no. È uno dei pochi accorgimenti SEO che si fanno una volta sola e restano.

Infine il testo alternativo, l'attributo alt: descrive l'immagine per chi usa uno screen reader e per i motori di ricerca. Scrivilo come lo descriveresti a voce a qualcuno che non vede lo schermo — senza riempirlo di parole chiave, che è controproducente.

Se queste operazioni ti sembrano tante, è perché lo sono: è esattamente il tipo di lavoro che conviene impostare una volta con chi se ne occupa, e poi ripetere in automatico.

  • Max 1600 px di lato, sotto i 200 KB, formato WebP
  • Nomi file descrittivi, non IMG_4471
  • Testo alternativo scritto per una persona, non per Google